mercoledì 18 febbraio 2015

Religione 2.0

Passava davanti a quella chiesa ogni giorno. Una chiesa moderna, asciutta, senza fronzoli ma luminosa. Perché la prima presenza di Dio è luce. Così nelle belle giornate dalle finestre una cascata di luce invade tutto lo spazio, e d'inverno le lanterne appese ai muri creano quell'atmosfera speciale, divina.
Chiesa Santa Maria Regina Valera di Varedo (MB)
Il richiamo è forte.
Attraversa la via tra il rumore delle auto, cerca un parcheggio e il cuore è già più rilassato.
Solo il pensiero di entrare li dentro crea uno stato di pace nel suo animo, chissà perché?
Forse perché da bambino andava a messa con la sua mamma, un ricordo dell'infanzia indelebile di profonda calma.
Scende dall'auto e ogni passo sembra una piccola carezza. Nel piccolo cortile osserva un'aiuola piena di fiori, splendidi colori ricchi di vitalità. Nasce un sorriso.
Si avvicina al portone di vetro con una bellissima croce serigrafata. Entra.
All'interno è tutto luce e fresco. Un'ondata di benessere pervade ogni fibra. 
E' imponente il corridoio che porta all'altare, scorre tra le panche come un sentiero di ghiaia nei campi. Chiude gli occhi e ripensa a quell'ultima volta che lo percorse da celibe. Il cuore in gola palpitante al braccio di sua madre. Pochi minuti dopo si sarebbe realizzato uno dei suoi più grandi progetti, la partenza per una nuova vita, per la costruzione di quella famiglia tanto desiderata. La scommessa più grande. Quella che ora...
L'acquasantiera è bianca, possente, scolpita nel marmo; come doveva essere il suo amore a quei tempi: forte come il granito. Eppure, goccia a goccia il fluido dell'abitudine e della noia aveva scavato un solco così sottile e profondo che era bastato un solo colpo per distruggerlo.
La chiesa è vuota. Ogni passo rimbomba e risveglia la coscienza. Un bom bom di presenze, assenze, fughe e ritorni. 
Si siede al primo banco. Solo. Solo con i pensieri. Solo nella penitenza.
"Signore, sono solo un uomo e in questo momento di difficoltà ti chiedo aiuto e conforto."
Il pensiero scappa dagli occhi e rimbalza sul controsoffitto dogato, sulle vetrate a mosaico, sulle statue inermi. 
E' profonda questa solitudine nel cuore soprattutto quando non si ha un perché, e la testa cerca un biasimo, una rassegnazione che possa lenire le ferite.
Un colpo d'aria non lo distrae dai suoi pensieri. Quando la signora entra in chiesa nemmeno il fruscìo delle sue scarpe lo incuriosisce a voltarsi. 
Lei si inchina profondamente con grande sforzo facendo il segno della croce. Lei supera le panche fino alla prima e gli si siede accanto. Non lo guarda ma sente il peso dei suoi pensieri, sente il respiro commosso e nota le mani appoggiate all'inginocchiatoio.
E' un bell'uomo. 
 "Mi sono sposata giovane", dice con un filo di voce. "Avevo diciassette anni. Mio marito è morto quando ne avevo trenta. Abbiamo avuto cinque figli. Mi manca molto, allora vengo qui e penso a lui".
E' impossibile non darle attenzione. La sua voce é così dolce che sembra quella di una bambina eppure le sue mani sono rovinate dalla vecchiaia. 
La guarda negli occhi e vede la nostalgia e la felicità. Si proprio quella felicità che lui andava cercando per mari e per monti e invece é lì nei limpidi occhi di una donna che ha amato e  ha sofferto.
"Io e mia moglie siamo sposati da cinque anni. Non abbiamo figli. Il nostro matrimonio è in crisi."
E' stato così semplice. Le parole di lei hanno richiamato la confessione di lui. 
Detto così tutto appariva così stupido. Crisi? Quale problema insuperabile poteva mai esserci fra loro?  
"Non ho nulla da consigliarle. Però posso dirle che se è venuto qui e non da un avvocato vuol dire che non è la fine la risposta che cerca!"
Quella sera le avrebbe parlato. Quella sera sarebbe tornato a casa con la felicità di quella donna negli occhi. Le avrebbe detto che nonostante tutto l'amava ancora. Le avrebbe detto che la parola FINE non era tra le opzioni.

Un Cuore nel Sole

P.s. Una preghiera per tutte quelle coppie che affrontano un periodo di crisi.