domenica 27 dicembre 2015

LA FRECCIA NERA di Robert Louis Stevenson

anno: 1862

Perché questo romanzo viene catalogato fra la narrativa per ragazzi? L'unico motivo per il quale lo è, secondo me è perchè racconta la storia di un adolescente e perché le descrizioni dei combattimenti non sono abbastanza truci da intimidire gli animi dei giovani.
Per il resto io non mi sento di considerarlo un romanzo per ragazzi ma un bellissimo romanzo storico.
Siamo nell'Inghilterra insanguinata dalla guerra delle due rose. 
Mentre le due famiglie York e Lancaster impegnano i loro eserciti in ardui combattimenti, c'è una banda denominata la Compagnia della Foresta che ha deciso di vendicarsi dei propri nemici uccidendoli con delle frecce dipinte di nero. E da qui, il titolo del libro.
Ma il protagonista di questa storia in realtà è un ragazzo adolescente di nome Richard Shelton, per tutti Dick, che orfano è stato cresciuto da un cavalliere di nome Sir Daniel Brackley. Sir Daniel ci viene da subito descritto come una persona avida, ed infatti il suo interesse al benessere del giovane deriva dal fatto che Shelton è detentore di una grande eredità sulla quale lui può amministrare come suo tutore.


Il giovane Shelton durante una missione per conto di Sir Daniel si imbatte in un giovane fuggitivo si nome John Matcham. Mosso a compassione per questo gracile ragazzo decide di aiutarlo e si ritroveranno a fare molta strada insieme per la foresta. Ma ben presto Dick scoprirà che il suo gentile amico non è altri che una ragazza, Joanna Sedley, ovvero la sua promessa sposa. 
Purtroppo però la coppia viene presto divisa e Dick ne combinerà di tutti i colori per liberare la sua Joanna fino ad entrare a far parte della Compagnia della Foresta.

Tra scaramucce, combattimenti, fughe, intrighi, furti e naufragi il nostro giovane Dick vivrà profonde amicizie e tradimenti imparando che il cuore di un uomo non è mai totalmente buono o cattivo, ma in purtroppo anche animi nobili possono essere trasportati dalgli eventi e mostrare il loro lato oscuro. Lui stesso d'altronde, pur essendo di animo sensibile, fedele e generoso, si troverà a compiere i più spregevoli misfatti.

In questo libro, mi ha colpito molto la descrizione di Riccardo III. Dick lotterà in suo favore e ne farà una descrizione molto diversa da quella che siamo soliti conoscere. Lo descrive infatti come un uomo molto rigido e di aspetto sgradevole, quando in altri libri ne avevo sempre sentito lodare il coraggio e il fascino.

Inoltre, ho notato in questo libro molte analogie con la storia di  Robin Hood, comunque Vi posso assicurare che non è per nulla fastidioso.

La frase che sottolineo con piacere è sicuramente questa, a voi scoprire in che occasione  Dick ha questo pensiero...

"Per la prima volta cominciò a comprendere una maledetta regola del gioco della vita: quel che è fatto, è fatto - una cosa quando è compiuta, non può essere cambiata nè rimediata con nessuna penitenza"


Un Cuore nel Sole